{"id":1315,"date":"2015-09-23T12:28:14","date_gmt":"2015-09-23T10:28:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pepite.info\/?p=1315"},"modified":"2017-05-18T15:32:40","modified_gmt":"2017-05-18T13:32:40","slug":"sentinelle-dellambiente-in-cui-viviamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pepite.info\/blog\/sentinelle-dellambiente-in-cui-viviamo\/","title":{"rendered":"Sentinelle dell\u2019ambiente in cui viviamo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di Giuseppe Caravita<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cVogliamo assumere nuovi programmatori\u201d, premette subito, e a sorpresa, Giuseppe Magro, ingegnere nucleare e ricercatore all\u2019universit\u00e0 di Bologna, nonch\u00e9 fondatore di Q-cumber.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E in effetti la startup \u201ca valenza sociale\u201d e la sua piattaforma software di \u201ccontrollo ambientale partecipato\u201d avr\u00e0 bisogno, nei prossimi mesi, di capacit\u00e0 informatiche di sviluppo piuttosto massicce e sofisticate. Per due motivi principali \u2013 spiega Magro\u2013&nbsp;: perch\u00e9 Q-cumber &nbsp;non \u00e8 solo ci\u00f2 che appare dal web (o dalle apps), ovvero un sistema di segnalazione da parte dei cittadini dello stato ambientale di un determinato luogo, ma \u00e8 una sorta di iceberg semisommerso, con modelli e funzioni complesse dirette alle pubbliche amministrazioni. Secondo, perch\u00e9 Q-cumber &nbsp;mira esplicitamente a divenire uno dei pilastri delle smart cities, su tutto lo spazio della nascente internet delle cose (IoT). Non solo in Italia e Gran Bretagna, ma ovunque. Di qui l\u2019alleanza avviata dall\u2019aprile scorso con Microsoft e il system integrator Altea. Oltre all\u2019interesse reciproco con STMicroelectronics.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cS\u00ec, Q-cumber pu\u00f2 essere correttamente definito come <strong>sistema di valutazione ambientale partecipata<\/strong> \u2013 spiega Magro \u2013, ma anche di <strong>governo del territorio<\/strong> che va <strong>oltre la valutazione ambientale<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi veniamo da quest\u2019ultima. Ma gi\u00e0 oggi ci stiamo evolvendo verso la Smart city e il governo dal basso dell\u2019ambiente. Fino a creare una macchina capace di intercettare i segnali che vengono dal territorio via i canali che stanno nascendo oggi, come il&nbsp;<em>crowdsourcing<\/em>&nbsp;via telefonini, i social networks, l\u2019internet delle cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo verr\u00e0 intercettato da Q-cumber. Con contenuti e applicazioni che non puntano solo alla valutazione ambientale, ma, per spiegare con un esempio, definiscono studi e valutazioni per un nuovo insediamento alberghiero ecosostenibile che viene geolocato dai nostri stessi utenti, con connessa discussione tra di loro. Come si vede andiamo oltre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occhi aperti sull\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 la rete che ha subito messo alla ribalta la nostra startup. Che dalla sua comparsa si \u00e8 collocata su un certo rating di interesse sociale. Perch\u00e9 l\u2019ambiente sembra un tema lontano, in realt\u00e0 tutti viviamo in mezzo all\u2019aria, all\u2019acqua, al cibo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un argomento ormai dirompente. Chi di noi non vuole sapere se la verdura che compra \u00e8 stata coltivata vicino a un\u2019area caratterizzata da metalli pesanti?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1320\" src=\"http:\/\/www.pepite.info\/wp-content\/uploads\/shutterstock_139169213_s.jpg\" alt=\"shutterstock_139169213_s\" width=\"1772\" height=\"1167\" srcset=\"https:\/\/www.pepite.info\/blog\/wp-content\/uploads\/shutterstock_139169213_s.jpg 1772w, https:\/\/www.pepite.info\/blog\/wp-content\/uploads\/shutterstock_139169213_s-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.pepite.info\/blog\/wp-content\/uploads\/shutterstock_139169213_s-1024x674.jpg 1024w, https:\/\/www.pepite.info\/blog\/wp-content\/uploads\/shutterstock_139169213_s-600x395.jpg 600w, https:\/\/www.pepite.info\/blog\/wp-content\/uploads\/shutterstock_139169213_s-250x165.jpg 250w, https:\/\/www.pepite.info\/blog\/wp-content\/uploads\/shutterstock_139169213_s-945x622.jpg 945w\" sizes=\"(max-width: 1772px) 100vw, 1772px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un caso che la piattaforma Q-cumber &nbsp;sia nata nel 2011 intorno a un\u2019area ad alto rischio. Montichiari, il paese del nord a pi\u00f9 alto tasso di discariche (anche di amianto) con l\u2019obbiettivo, da parte dei volontari di SoS Terra e del Comune, di mettere in condizione i cittadini di segnalare tempestivamente anomalie, cattivi odori, di spedire fotografie o filmati sul&nbsp;Geo-social network sviluppato dal team di Magro. E quindi dando al Comune gli elementi per intervenire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNoi abbiamo caratterizzato 70 mila impianti in Italia \u2013 aggiunge Magro \u2013. Questo sistema non ha nulla a che fare con le applicazioni che si limitano a gestire semplici segnalazioni dei cittadini. Per noi la parte di segnalazione \u00e8 solo l\u2019avvio di un processo. Che per\u00f2 non ha come obbiettivo quello di coprire la buca. Quello possono farlo altre dieci app. Q-cumber &nbsp;ha invece l\u2019obbiettivo, chiarissimo, di creare delle strategie di governance. Tra cui, certamente, c\u2019\u00e8 anche la copertura della buca. Ma spero che la consapevolezza dei cittadini non si fermi al cassonetto e alla buca, ma vada un po\u2019 oltre&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDa fuori non si vede il back-end di Q-cumber &nbsp;\u2013 continua Magro&nbsp;\u2013. Noi riceviamo via rete un po\u2019 di tutto, dal mucchio di spazzatura abbandonato all\u2019amianto, dalla fumata nera all\u2019incendio boschivo. Questi sensori \u201cumani\u201d danno la loro interpretazione, ma sono sensori soggettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli uomini sensori non bastano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dov\u2019\u00e8 il vantaggio del nostro sistema? Che questi sensori vengono correlati con altri ingressi di tipo scientifico, sensori fisici, punti di rilevazione, modelli di simulazione. E questo incrocio ci permette di individuare delle problematiche. Lavoriamo con Cambridge, che ha sviluppato i modelli idonei, per esempio per capire se \u00e8 vero o no che in una casa gli inquinanti abbiano superato una certa soglia. Quella segnalazione infine viene gestita con le istituzioni che si occupano del controllo del territorio. Quindi andiamo ben oltre la segnalazione soggettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta alla fine di una segnalazione scientifica. Perch\u00e9 gestita da una fonte pienamente caratterizzata, da un modello validato a livello internazionale, ed \u00e8 la base della valutazione delle segnalazioni dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faccio un esempio. Il sistema rileva che nei dintorni della casa del signor Rossi ci sono quattro ricadute di inquinanti dovute ad altrettante sorgenti rilevate. Allo stesso tempo il signor Rossi segnala persistenti problemi di odore. A quel punto il sistema dice: abbiamo allo stesso tempo una grande ricaduta calcolata in maniera scientifica e una segnalazione persistente. E a quel punto il sistema mette bandierina rossa, avvisa il sindaco e le istituzioni e avvia un procedimento di verifica pi\u00f9 strutturato. Ma questo oggi non si vede, sta nel back-end. Q-cumber, fino ad oggi, si \u00e8 espressa solo per il 5%. Oggi abbiamo il 95% delle funzioni ancora non pubblicate. Abbiamo messo a disposizione dei cittadini solo le segnalazioni di odori, rumori, i media (foto e video). Mentre i comuni vedono le mappe di ricaduta, e gli impatti ambientali di inquinamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema per\u00f2 costruisce una mappa integrata e fornisce supporto alla decisione. Di strumenti di sola segnalazione ce ne sono a centinaia. Q-cumber &nbsp;fa un balzo su questi, usa anche questi ma d\u00e0 anche dei suggerimenti ai decisori su come affrontare la situazione. E questo ci ha portato via cinque anni di lavoro. Fare un sito semplice sui rifiuti richiede pochi mesi. Farlo che parta dalle segnalazioni sui rifiuti ma crei un contesto e un processo di indicazioni istituzionali su come affrontare i problemi e prevenirli la volta dopo, non \u00e8 facile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Q-cumber \u00e8 quindi una sorta di \u201ciceberg\u201d, con una parte emersa circoscritta ai cittadini ma una sommersa, di <strong>modelli e sistemi di supporto alle decisioni<\/strong>, nonch\u00e8 di database ambientali, ben pi\u00f9 vasta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPer dare un\u2019idea, il lavoro di caratterizzazione lo stiamo portando avanti dal 2010, ben prima della nascita di Q-cumber. In Lombardia i nostri sistemi software erano stati gi\u00e0 adottati dalla Regione. Questo ci ha permesso di fare un\u2019esperienza forte con le istituzioni e con i cittadini. Abbiamo seguito noi per esempio l\u2019esperienza di Montichiari (discariche e amianto). In questo modo abbiamo acquisito molti dati per raffinare il nostro modello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo mappato, in pratica, tutta la Lombardia. Solo in questa regione facciamo lavorare circa 300 database. Una massa di dati elevata. Di qui l\u2019accordo con Microsoft per il <strong>cloud computing<\/strong>, per avere risorse di memoria e di calcolo all\u2019altezza di questa sfida\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla Lombardia alle smart cities del Regno Unito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza di Montichiari, per lo studio Algebra guidato da Magro (l\u2019azienda madre di Q-cumber ) \u00e8 comunque servita come cartina di tornasole, anche internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMi hanno chiesto in aprile di dirigere il congresso mondiale dell\u2019impatto ambientale, con 1000 delegati IAIA, <em>l\u2019Associazione Internazionale per la valutazione dell\u2019impatto ambientale, <\/em>&nbsp;da 100 paesi. Quando hanno visto sullo schermo Q-cumber &nbsp;\u00e8 stato un momento molto forte. Siamo i primi al mondo ad aver fatto una cosa del genere. E la IAIA&nbsp;mondiale ha dato mandato a me e al mio gruppo di lavoro di scrivere le linee guida sul digital assessment entro il 2016. Un documento che diverr\u00e0 il punto di riferimento internazionale in materia. Per gestire le nuove tecnologie per l\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora abbiamo una rete di persone, in giro per il mondo, pronte a partire per fare quello che stiamo facendo noi in Lombardia. E poi ci aspettiamo l\u2019anno prossimo una diffusione dalla Lombardia a tutto il territorio italiano, grazie ai forti segnali di interesse ricevuti da varie istituzioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo. Il principale partner di Q-cumber &nbsp;\u00e8 il Cerc, il prestigioso centro studi e consulenze sull\u2019ambiente di Cambridge. Insieme stanno lavorando alla piattaforma estesa, Q-cumber &nbsp;Smart City, che verr\u00e0 sperimentata, con un progetto a finanziamento pubblico, in un buon numero di citt\u00e0 inglesi: Belfast, Birmingham, Cambridge, Ipswich e Londra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non poco. Motivo anche per l\u2019alleanza a tre (Q-cumber , Microsoft, Altea) presentata al congresso IAIA dello scorso aprile. E per la contestuale manifestazione di interesse di STMicroelectronics.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicinanza con ST, creatasi intorno al convegno, non \u00e8 solo di superficie. A noi sicuramente servir\u00e0 un soggetto in grado di ideare e produrre sensori per tutti i luoghi che ci interessano. Come punto di captazione. A partire dai mobile, embedded e non, ma che vanno a toccare tutto il mondo dell\u2019Internet delle cose che ha a che fare con le smart cities, ovvero le citt\u00e0 sostenibili. Un tema vastissimo dato che la maggior parte della popolazione mondiale sta concentrandosi nelle citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCon Microsoft gi\u00e0 dialogavamo sui 10 miliardi di oggetti connessi in rete, produttori di montagne di dati, e non solo sulla loro elaborazione, ma soprattutto sulla capacit\u00e0 di fare arrivare questi dati sul cloud \u2013 spiega Magro&nbsp;\u2013. Qui il ruolo di Microsoft e ST \u00e8 essenziale per creare quei protocolli efficienti e scalabili e chiudere questo anello essenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo ST \u00e8 fondamentale. Perch\u00e9 ha le tecnologie, le competenze di sviluppo dei sensori e di produzione a basso costo e su vasta scala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Microsoft ed ST nei prossimi mesi formalizzeremo insieme un progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andremo oltre la Lombardia. In Italia e Inghilterra, dove diverse citt\u00e0 hanno richiesto la piattaforma. Per evolvere verso un nuovo modulo Q-cumber Smart City. Con dispositivi sensoriali capaci di raccogliere dati esatti a un costo cento volte inferiore rispetto alle centraline tradizionali. Siamo dentro una rivoluzione: il 90% dei dati creati dagli uomini, da quando esistono sul pianeta terra, \u00e8 stato generato negli ultimi 24 mesi. Basta soltanto questa cifra a dare l\u2019idea del potenziale che si sta aprendo. Un potenziale dirompente\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Caravita.<br \/>\n\u201cVogliamo assumere nuovi programmatori\u201d, premette subito, e a sorpresa, Giuseppe Magro, ingegnere nucleare e ricercatore all\u2019universit\u00e0 di Bologna, nonch\u00e9 fondatore di Qcumber.<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":1318,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1315","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uncategorized"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Sentinelle dell\u2019ambiente in cui viviamo - Pepite<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pepite.info\/blog\/sentinelle-dellambiente-in-cui-viviamo\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Sentinelle dell\u2019ambiente in cui viviamo - 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